30/09/2006

LIBRI / L'ORGIA DI PRAGA

Roth-copertina libro Philip Roth, "L'orgia di Praga", traduz. di Vincenzo Mantovani, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-15822-8

Praga, anni '70. Occupazione sovietica. Il celebre scrittore ebreo americano Nathan Zuckerman (che come noi affezionati lettori di Roth ben sappiamo è il suo alter ego) vi si reca per rintracciare un manoscritto inedito di un ebreo di lingua yiddish massacrato dai nazisti.

In sole 48 ore (e in 82 pagine di libro) Zuckerman sperimenta la soffocante cappa censoria in cui vivono gli scrittori in una città in cui "metà della popolazione è occupata a spiare l'altra metà" ed in cui (come gli spiega un suo amico praghese) "i lavori umili vengono eseguiti dagli scrittori, dagli insegnanti e dagli ingegneri edili mentre l'edilizia è diretta da ladri e ubriaconi"

Il clima è surreale, le situazioni in cui Zuckerman si ritrova kafkiane tanto da fargli annotare nel taccuino: "Quando una mattina Nathan Zuckerman si svegliò da sogni inquieti scoprì di essersi trasformato nel suo letto nell'uomo che spazza i pavimenti in un caffè della stazione [...] quando si sveglia la mattina e si rende conto di dove si trova e si ricorda in che cosa l'hanno trasformato, comincia ad imprecare e non la smette più"

Accortosi quasi subito di essere lui stesso spiato e pedinato, Zuckerman è ad un passo dal somigliare in maniera inquietante (ma anche ironica e ambigua, come spesso in Roth) al protagonista de "Il Processo".

Quando due poliziotti vengono a prelevarlo per rispedirlo in America comunicandogli che è un ospite indesiderato e che deve ritenersi fortunato a cavarsela in questo modo, Nathan chiede al Ministro della Cultura che lo accompagna all'aeroporto: "perchè questi poliziotti? Io non ho commesso alcun reato" e si sente rispondere "lei ha commesso diversi reati" ma non ne specifica nemmeno uno.

Lucido e grottesco, dolente ma con tratti di lugubre erotismo, "L'orgia di Praga" è l'emblematico epilogo della trilogia composta da "Lo scrittore fantasma", "Zuckerman scatenato" e "La lezione d'anatomia"

Un librino che gli appassionati di Roth non dovrebbero perdersi.



28/09/2006

PERCHE' LEGGERE I CLASSICI

Mi sento spesso dire "Ah, ma tu leggi solo classici...". A parte che non è esatto, visto che sono anche una gran trituratrice di letteratura cosiddetta "di genere" ed in particolare di gialli, thriller e fantascienza (no romanzetti rosa, grazie), quello che mi dà fastidio è che a volte sembra quasi che una debba scusarsi e/o giustificarsi, se ama i classici.

Jack Vettriano
Jack Vettriano - In Thought of You

Nel 1981 Calvino pubblicò un breve saggio sul perchè leggere i classici (e su cosa si debba intendere per un "classico").

Estrapolo qui l'elenco dei quattordici enunciati . Li condivido tutti. I punti che ho evidenziato in rosso sono quelli che sento di più "miei".

1. I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito "sto rileggendo..." e non "sto leggendo..."

2. Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli

3. I classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale

4. D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima

5. D'un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura

6. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire

7. I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume)

8. Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso

9. I classici sono libri che quanto più si crede di conoscere per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti

10. Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell'universo, al pari degli antichi talismani

11. Il "tuo" classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui

12. Un classico è un libro che viene prima degli altri classici; ma chi ha letto prima gli altri e poi legge quello, riconosce subito il suo posto nella genealogia

13. E' classico tutto ciò che tende a relegare l'attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno

14. E' classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l'attualità più incompatibile fa da padrona.

Italo Calvino. Da "Perchè leggere i classici", 1981

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Sulla lettura:
Il decalogo dei diritti del lettore
Non l'ho letto e non mi piace
Contorsioni di una lettrice
Tecniche di sopravvivenza di una lettrice comune
L'arte di non leggere

26/09/2006

SWEET LIKE THIS

A Praga, sul Ponte Carlo...

... può accadere che ci si fermi ad ascoltare un'orchestrina che suona blues e swing degli anni '20-40, con una graziosa ragazza che canta. Può accadere di scoprire che sono molto bravi, che lei ha una voce ed uno stile sorprendentemente simile a quello delle grandi Bessie Smith e Billie Holiday e così, invece che dieci minuti, si rimane ad ascoltare per più di un'ora, e si acquista anche un CD.

Sul ponte Carlo
A Praga, sul ponte Carlo, agosto 2006


CD cover
Poi si torna a casa a Palermo, si mette su il CD, lo si scopre eccellente e si va su Google per approfondire la faccenda.

Ed ecco qua: il gruppo fa parte della Original Prague Syncopated Orchestra di Pavel Klikar, che da anni si esibisce in Europa e in America e nel 1978 ha anche vinto il Festival di Old Jazz a Breda, in Olanda. La bella ragazza che canta si chiama Alice Bauer, ha un suo sito personale e si scopre che ha un curriculum di tutto rispetto.

E così viene voglia di fare un post da mettere sul blog per dire che se qualcuno passa da Praga e sul ponte Carlo incontra questa orchestrina e questa ragazza, si fermi ad ascoltarli e comperi i loro CD. Se si ama lo swing, ne val proprio la pena.

Nel frattempo, cliccando qui è possibile ascoltare alcuni brani in .mp3. Tra questi, anche "Sweet Like This"...

25/09/2006

INTERMEZZO FOTOGRAFICO / UN DRITTO E UN ROVESCIO

Jean Cocteau Accademico di Francia

Jean Cocteau Accademico di Francia


1955:  "L'Immortale" Jean Cocteau festeggia
la sua elezione all'Academie Française

23/09/2006

PUPI, PUPARI E CONTASTORIE (Seconda parte)

Il Teatrino dell' Opera dei Pupi

Teatrino Museo Marionette
Il teatrino del Museo Internazionale delle marionette a Palermo
(Foto Gabriella Alù, novembre 2005)

Un tempo, gli spettatori erano esclusivamente uomini e bambini. Le donne, a casa. E non erano ammesse sul palcoscenico. Niente donne pupare, quindi, ma a loro era affidata la manifattura e la cura dei costumi dei pupi e spesso erano loro a creare e dipingere i cartelli usati per gli spettacoli. Solo di recente le parti femminili (Angelica, Bradamante) sono recitate da donne, ma ancora oggi alcuni pupari continuano nella tradizione di fare recitare agli uomini anche i ruoli femminili.

Dietro le quinte
Dietro le quinte, al teatrino del Museo delle Marionette di Palermo
(Foto di Gabriella Alù, novembre 2005)

Gli spettatori seguivano le storie con grande partecipazione ed emozione, identificandosi con gli eroi positivi e scagliandosi contro i cattivi e i traditori al punto di cercare, spesso, di distruggere anche materialmente il pupo che li raffigurava.

L'azione scenica era accompagnata dal suono di un organetto di Berberia per sottolineare le scene più movimentate (duelli e battaglie).

Organetto di Berberia
Il piccolo Mancuso, assistito dal nonno, suona l'organetto durante uno spettacolo,
(Foto Gabriella Alù, novembre 2005)

Con l'avvento del cinema e della televisione l'Opera dei Pupi ha perso il suo pubblico tradizionale e la continuità delle rappresentazioni ad episodi, ma ha ritrovato un pubblico tra gli amanti del teatro in generale, i turisti e le scuole. Artisti come Renato Guttuso, Kantor, Baj hanno contribuito alla creazione di decori e di marionette, così come scrittori e musicisti come Italo Calvino e Luciano Berio hanno messo a disposizione il loro talento per produrre spettacoli che innovassero e rinnovassero quelli della tradizione popolare.

Il teatrino di Cuticchio (esterno)
Il teatrino Figli d'Arte Cuticchio in Via Bara all'Olivella, Palermo
(Foto Gabriella Alù, Dicembre 2005)
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Pupi, Pupari e Contastorie su NSP
Prima parte: Due libri, un po' di storia
Il resto alle prossime puntate...

22/09/2006

ACQUISTI

Del "Prince of Darkness" o, se preferite, del "Dark Magus" posseggo circa 78 album, registrazioni live amatoriali, quattro DVD, l'autobiografia, libri (tra cui quello bellissimo tutto dedicato a "Kind of Blue") e varie ed eventuali.

Miles Davis, foto


... e adesso ho pure:

Miles Davis a fumetti

Miles Davis catalogo mostra
Il cofanetto (il primo della serie "Jazz a fumetti") in edicola da oggi. Costa 9,90 euro in più con L'Espresso e La Repubblica.

Trattasi di due CD: il primo contiene 16 brani, da "Move" a "Changes"; il secondo 14, da "Israel" a "Round midnight", per oltre 130 minuti complessivi di ascolto.
Più un libricino di 32 pagine, con biografia, discografia e una storia a fumetti sugli inizi di Davis, ad opera di Jacques Ferrandez.

I brani ovviamente li avevo già tutti nei loro album originali, ma potevo mai perdermi quest'accoppiata Miles Davis-Ferrandez? Certo che nooooo!




Il catalogo della Mostra "Colori & Suoni di Miles"

Ho scritto all' Associazione Veneto Jazz e me lo sono fatto spedire contro assegno. E' arrivato ed è bellissimo. Oltre i dipinti, c'è anche la discografia ufficiale completa e dettagliatissima di Miles, che com'è noto è non solo sterminata ma anche un vero ginepraio...

Per fortuna, quando non si può visitare una mostra, se ne può almeno acquistare il catalogo...


20/09/2006

PIZZUTO CHI?!?!

Antonio Pizzuto
Il siciliano ex questore Antonio Pizzuto (Palermo 1893- Roma 1976), apprezzatissimo dal filologo Gianfranco Contini, è considerato uno dei maggiori autori italiani del Novecento.

Eppure, è anche uno dei meno conosciuti in Italia. Anche qui in Sicilia, quando si passano in rassegna i nostri scrittori, può capitare che Pizzuto non venga citato. "Pizzuto chi?!" mi è successo di sentirmi domandare. Questo perchè si tratta di un autore difficile, e molti lo definiscono addirittura illeggibile.

Lo stesso Contini ad un certo punto scrisse: "...anche noi, suoi inadeguati fedeli, nel tentare di accompagnare per la salita questo Joyce italiano, lo seguivamo a fatica in quell'aria troppo ossigenata delle grandi vette..."

Da parte mia, comune lettrice, non sono riuscita ad andare oltre due libri: "La signorina Rosina" e "Si riparano bambole" letti, devo dire, con grandissimo piacere. Ma sono quelli meno impervi, anche a detta dei suoi appassionati cultori. Perchè i cultori di Pizzuto, anche se non legioni, eppur ci sono, ed agguerritissimi, io ne conosco personalmente alcuni. La mia idea di letteratura e del rapporto che dovrebbe esserci tra autori e lettori è però lontana da quella così espressa, una volta, dallo stesso Pizzuto:

«Il problema della comprensibilità è questo: che il lettore deve educarsi a comprendere quello che legge, non che lo scrittore deve sforzarsi a fargli capire, perché sennò diventa Fröbel lo scrittore, no? Noi non abbiamo preoccupazioni pedagogiche, l'autore non ha preoccupazioni di questo genere […] Il lettore non interessa, il lettore non deve interessare. Lo scrittore non deve preoccuparsi del lettore. Io avrò venticinque lettori, forse meno. Ma che cosa mi importa?»

Mi fermo qui, ma chi volesse approfondire può andare a consultare il ricco materiale messo on line da Luca Tassinari, grande estimatore di Pizzuto e che alla "pizzuteide" dedica una intera sezione del suo bel blog Letturalenta

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Libri di Antonio Pizzuto si possono trovare on line su
www.libreriauniversitaria.it
Mare Magnum Librorum
ibs.it

18/09/2006

OULIPO, OPLEPO

... e di altro un altro po'

All'inizio furono i francesi.
All'inizio fu l' OULIPO

Gli scrittori oulipiani sono dei topi che costruiscono da sé il labirinto da cui si propongono di uscire. (Raymond Queneau)

Questa celebre frase di Queneau spiega meglio di tante parole cosa sono gli scrittori oulipiani.
Il luogo in cui vengono costruiti i "labirinti" di cui egli parla viene chiamato Ouvroir (in italiano"opificio"), perchè l' 'Opificio' è un luogo nel quale si opera, si produce; e in questo caso, la produzione è costituita da "strutture" letterarie.

OULIPO
http://www.oulipo.net
Ouvroir de Littérature Potentielle
Nato nel 1960 in Francia. Tra i fondatori, Raymond Quenau, Georges Perec, il nostro Italo Calvino.

Raymond QueneauGeorges PerecItalo Calvino


Il movimento ha avuto seguito anche in Italia. Perchè allora non creare strutture letterarie utilizzando la ligua italiana? Nasce quindi, nel 1990, l'OPLEPO.

OPLEPO
http://www.oplepo.it/index.ht ml
OPificio di LEtteratura Potenziale

Ma non ci sono solo i testi su carta. C'è anche Internet.
Oggi in rete sono molti i siti e i blog che continuano sul percorso tracciato da Queneau, Perec e Calvino ampliando il numero delle sperimentazioni, inventando sempre nuove strutture letterarie e nuove "gabbie".

Lo [zop blog] di Antonio Zoppetti ad esempio: un Blog/opificio di sperimentazione letteraria che ha scelto il web come suo terreno di espressione. Si distingue per la ricchezza del materiale prodotto, per la vulcanica inventiva del suo titolare (una ne fa e cento ne pensa, si dice dalle mie parti), per la partecipazione molto attiva dei suoi frequentatori.
http://www.zop.splinder.com/
Dalla carta alla Rete, dalla Rete alla carta, Antonio Zoppetti ha anche pubblicato un libro dal titolo che è già tutto un programma: "Blog. PerQueneau? La scrittura cambia con Internet"

Ancora a proposito di libri: nuntio vobis che è già disponibile su ibs.it l'ultimo divertissement di Umberto Eco "Sator arepo eccetera" in cui il Nostro, dopo i pastiches del Primo Diario minimo, i giochi di vocali del Secondo Diario minimo, la traduzione degli Esercizi di stile di Queneau, dopo Povero Pinocchio raccoglie ora i suoi giochi più recenti. Scrive Bartezzaghi: "Del labirinto a Eco non interessa tanto l'uscita quanto l'esplorazione sistematica, l'estrapolazione di una regola, che è la manifestazione più piena del dominio sul labirinto"

Umberto Eco, caricatura di Pericoli
Umberto Eco in un disegno di Tullio Pericoli


16/09/2006

LECCORNIE MONOVOCALICHE

Non esistono solo i "Versetti satanici" di Rushdie, ma anche i versetti monovocalici di Varaldo.

Varaldo, copertina libro


"All'alba Shahrazad andrà ammazzata. Capolavori in versetti monovocalici" di Giuseppe Varaldo, edito da Vallardi nel 1993 è un gioiellino oggi, temo, introvabile.
Si tratta di 209 pagine strepitose contenenti sonetti monovocalici che fanno un originale ritratto di 40 grandi opere della letteratura mondiale. Queste e numerose altre acrobazie di scrittura in un libro su altri libri, e personaggi. Il librino ha la prefazione di Umberto Eco e la post-fazione di Stefano Bartezzaghi. Roba, insomma, da leccarsi i baffi.

Ero convinta di averlo perso (il librino è davvero minuscolo) e dopo averlo inutilmente cercato per mesi in tutta la casa, mi ero ormai rassegnata alla dolorosa perdita.

E invece ecco che ieri, frugando nelle librerie alla ricerca di tutt'altro, ecco che mi casca addosso da uno scaffale dove si trovava nascosto dietro tomi molto più grandi di lui.

Sono così felice del ritrovamento che voglio farvi piluccare qualche leccornia tratta dal capitoletto Monoversi monovocalici

Sono singoli endecasillabi che seguono la regola del monovocalismo. Ognuno di essi è una definizione, un conciso riassunto, un commento o una parafrasi di un'opera letteraria del Novecento.

Sigmund Freud, L'interpretazione dei sogni
Rivivi lì gli psichici dissidi

Alberto Moravia, Gli indifferenti
Cinici vip, intrighi, grigi figli

Ernest Hemingway, Per chi suona la campana
Dalla Spagna "da dan" fa la campana

Dino Buzzati, Il deserto dei tartari
Tarda l'armata tartara a passar.
Sono Drogo: lo scontro non godrò

Samuel Beckett, L'innominabile
Per Beckett l'N.N. essente è

Vincenzo Consolo, Il sorriso dell'ignoto marinaio
'Sto nostromo non noto gongolò

Gabriel Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine
In siti mitici, di figli in figli

Ma vi assicuro che questo è solo un assaggio di tutte le prelibatezze apparecchiate da Varaldo...smile!!!

15/09/2006

PRESI DALLA RETE / LEGGERE, SCRIVERE, STRONCARE

Imperdibile, esilarante ed istruttivo questo Post di Lipperatura su stroncature celebri. smile!!!

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